Ciao a tutti! Vi proponiamo oggi il secondo numero della nostra nuova rubrica settimanale che cerca di analizzare al meglio le novità tattiche della nostra Inter, integrando queste disamine con esempi tratti dalle più recenti prestazioni nerazzurre. Mazzarri imprime -come noto- un'impronta ben marcata con il suo 3-5-2, ma abbiamo già visto nelle partite contro Genoa e Catania come questo modulo possa variare, adattandosi sia alla squadra avversaria che (soprattutto) agli interpreti a disposizione del nostro mister.
FASE DIFENSIVA
Da salvare: Sempre meglio la difesa interista, con un Campagnaro in un momento di grazia. Le meccaniche difensive sono sempre più rodate: lo testimoniano gli zero gol subiti contro Cittadella, Genoa e Catania. Certo, non parliamo di Juventus, Napoli e Fiorentina, ma, soprattutto al netto delle prestazioni della scorsa stagione, è già tantissimo. Buoni anche i movimenti degli esterni i quali, insieme ai centrocampisti, hanno creato una barriera che ha permesso all'Inter di limitare una squadra forte, specialmente fra le mura amiche del "Massimino", concedendo davvero poche palle gol.
Da migliorare: Non parliamo propriamente di tattica, ma alcuni difensori sembrano ancora un po' indietro nella preparazione, cosa che li porta a compiere errori banali. Un esempio: nell'azione in cui Leto ha sprecato a tu-per-tu con Handanovic gli errori sono due. Perché se è vero che Nagatomo si fa saltare un po' troppo facilmente, è inspiegabile come un attaccante, seppur laterale, si possa trovare in area marcato da un solo esterno. La transizione difensiva in orizzontale è ancora troppo lenta e costringe troppo spesso i difensori a trovarsi nell'uno contro uno, dove, per ora, non eccelliamo.
FASE OFFENSIVA
Da salvare: Sembra funzionare molto di più il 3-5-1-1 rispetto alla partita casalinga con il Genoa, capace con il Catania di offrire, come detto, molta copertura ma anche un discreto peso in attacco, permettendo anche di mettere in mostra un Alvarez finalmente in formato Ricky Maravilla. Come spiccano gli zero gol subiti in tre partite ufficiali, anche i nove gol segnati sono un bel segnale della cura Mazzarri. Giocando con un solo uomo davanti alla difesa l'Inter riesce a portare molti giocatori in avanti, e, per ora, tutto funziona. Ma la nota più positiva è sicuramente quella che riguarda gli esterni. Nagatomo copre tutto il campo e segna pure due gol (di testa), Jonathan punta sempre l'uomo -ecco perché lo chiamavano "il nuovo Maicon"- e ha già fornito due assist ai compagni. Se colpisce così tanto la crescita individuale non può che essere merito di Mazzarri, che, "educando" gli esterni, ha sicuramente dato equilibrio e fiducia a questi giocatori, trasformandoli soprattutto a livello tattico, rendendoli fondamentali in entrambe le fasi.
Da migliorare: Davvero poche note negative per l'attacco interista. Si può solo parlare di interpreti: un Alvarez così deve giocare. Certo è che Palacio davanti è un po' snaturato, in quanto seconda punta pura. Forse si potrebbe abbassare Alvarez ad interno di centrocampo (ha reso molto bene con il Genoa) mettendo così davanti a Palacio una vera prima punta (Icardi o Milito). Ma squadra che vince non si cambia, e va bene così!
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